Austin, domenica 25 ottobre 2026. Andrea Kimi Antonelli vince il Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of The Americas e mette entrambe le mani sul Mondiale di Formula 1. Il ventenne bolognese della Mercedes scatta dalla pole position e controlla la gara dall'inizio alla fine, chiudendo davanti alla Ferrari di Charles Leclerc (+13.078) e alla Red Bull di Max Verstappen (+17.485).

La gara di Austin

Dietro al podio, quarto posto per Lewis Hamilton (Ferrari), davanti alla McLaren del campione del mondo in carica Lando Norris, a Isack Hadjar (Red Bull), a Oscar Piastri e al compagno di squadra George Russell, solo ottavo. Per Antonelli è la nona vittoria della stagione: dopo il primo successo in carriera in Cina sono arrivati Giappone, Miami, Canada, Monaco, Belgio, Monza — vinta partendo dall'ultima posizione — Spagna sul nuovo tracciato di Madrid e ora Austin.

"Questo è il risultato di cui avevo bisogno, tutto il team lo meritava tantissimo", ha detto Kimi a fine gara. "Il titolo? So che siamo molto vicini, vogliamo concludere in bellezza presto ma voglio vincere altre gare."

Il match point in Messico

Con 123 punti di vantaggio su Russell, il titolo non è ancora matematico, ma il prossimo appuntamento è già un match point: domenica 1° novembre in Messico, all'Autódromo Hermanos Rodríguez. L'Italia aspetta un pilota campione del mondo di Formula 1 da 73 anni, dai tempi di Alberto Ascari.

Un talento prospero, cresciuto a pochi chilometri da noi

Kimi è un figlio della nostra regione: bolognese, nato e cresciuto in Emilia-Romagna, la terra dei motori di Imola e Misano. Vent'anni, la serenità di chi sa gestire la pressione e una velocità che il mondo intero ormai riconosce: il suo è un percorso che sembra appena all'inizio.

Il "fattore Kimi" e la Romagna

Ed è proprio qui che il suo successo può fare la differenza anche lontano dai grandi circuiti. Ogni vittoria di Antonelli accende la fantasia di un ragazzo che sogna il volante. La Romagna ha una storia motoristica enorme — dai rally sprint sulle strade del Rubicone alle salite, dagli slalom ai raduni di auto storiche — e ha bisogno di nuove generazioni che riportino entusiasmo nei paddock, sulle prove speciali e lungo le transenne.

Il "fattore Kimi" può essere la scintilla: più giovani che si avvicinano al karting e alle prime gare, più pubblico alle manifestazioni del territorio, più attenzione da parte di sponsor e istituzioni. Come ci ha raccontato Paolo Ragazzini a Sogliano, il modo di cominciare c'è, con costi abbordabili e gare organizzate bene: leggi l'intervista.

Legend Magazine seguirà il match point di Città del Messico e continuerà a raccontare come la passione per i motori possa tornare a riempire le strade della Romagna.

Fonti: Today.it; FIA.