La guerra dell’infinito ha inizio

I protagonisti di Avengers: Infinty War
I protagonisti di Avengers: Infinty War

La guerra dell’infinito è ormai sbarcata in oltre 900 sale cinematografiche in tutta Italia, ed il verdetto del botteghino è stato stupefacente: Avengers: Infinity War è il film che più ha incassato nella storia del cinema nel primo weekend di programmazione, ed il secondo incasso del 2018 con soli 3 giorni di proiezioni (al primo posto un altro bel film targato Marvel, Black Panther). Il segreto di questo clamoroso successo non è poi così segreto: Avengers: IW è un bel film, sotto tanti punti di vista, riesce a coinvolgere, a divertire senza annoiare, le volte che si guarda l’orologio è solo per dire “oddìo mancano solo x minuti alla fine del film, mancano ancora queste gemme, voglio che continui!”.
Sì, a noi Avengers: IW è piaciuto, e pure parecchio, anche se è lungi dall’essere un film perfetto. Alcuni piccoli e perdonabili difetti sono presenti nella pellicola dei fratelli Russo, ma di questi parleremo più avanti.

I pregi brillano come gemme!

Il pregio maggiore del film è sicuramente quello di aver introdotto un “villain” finalmente di grandissimo spessore: Thanos non è quasi un cattivo, ma un antieroe, che come gli eroi del bene è disposto a sacrificare la sua personale felicità (simboleggiata qui dall’amore per la sua figlia adottiva Gamora, con la quale viene esaltato nelle migliori scene del film) per il raggiungimento del suo scopo, nobile secondo il suo punto di vista. La soluzione è sbagliata, ma la motivazione, salvare l’intero universo dalla sovrappopolazione, è illuminata. Per questo motivo, e per l’ottima interpretazione di Josh Brolin, il “cattivo” Thanos balza in vetta di prepotenza nella classifica dei migliori antagonisti dell’MCU.

Una parata di eroi Marvel

Un’altro pregio straordinario di Avengers: IW è che non esistono comprimari in questa pellicola. La summa di tutti i film Marvel presenti nell’MCU non poteva che lasciare spazio a tutti i protagonisti, ognuno col suo ruolo ed ognuno con le sue specificità. In due ore e mezza di film ci sono pochissimi spezzoni in cui agiscono personaggi che nei film precedenti non erano almeno co-protagonisti, la due scene che ci vengono in mente sono quella su Nidavellir (con una buona prova attoriale del nano-gigante Peter Dinklage), e la breve comparsata di William Hurt nei panni del Segretario di Stato Ross durante la conferenza olografica con War Machine. Per il resto è tutto un susseguirsi di supereroi, agenti speciali e loschi figuri. Potete trovarli tutti qui in versione POP!
La terza ed ultima (ma quante ce ne sarebbero!) nota di merito del film è ovviamente il finale! Intenso, inaspettato, commovente, il tutto condito da una colonna sonora ridotta all’osso, quasi al silenzio luttuoso. Non sono soltanto i comprimari a subire la triste sorte di Thanos, ma anche molti protagonisti, tra cui quasi tutti i Guardiani della Galassia (ad eccezione di Rocket e Nebula), Scarlet Witch, Falcon, White Wolf (Winter Soldier), lo stesso Doctor Strange (che evidentemente lo aveva previsto nell’unico dei possibili 14 milioni di futuri in cui Thanos viene sconfitto, e quindi sacrificandosi), ma soprattutto gli sceneggiatori non si creano alcun problema a disintegrare l’adolescente Spiderman, con tanto di straziante “non voglio morire” in lacrime innanzi all’esterrefatto Tony Stark/Iron Man. La scena è molto intensa, direi quasi struggente, e fa da buon contraltare alle varie scene leggere di cui è cosparso il film, ma senza esagerare come è successo nel discutibile Thor Ragnarok.
Oltre a questi pregi eclatanti, ci sono tante altre frecce all’arco di questo film, dall’uso sapiente della CGI alla colonna sonora praticamente perfetta, dal ritmo incalzante anche nelle scene più lente al mix di mondi e posti nuovi che si visitano. Un tripudio per gli occhi.

Ma ha anche dei difetti…

A fronte di tanta magnificenza, qualche piccola, trascurabile nota negativa. Prima fra tutte, il ruolo di due degli eroi principali: Capitan America e Hulk. Probabilmente il primo avrà un ruolo di maggior rilievo nel seguito (così come la Vedova Nera/Natasha Romanoff, magari sulle tracce di Ronin/Hawkeye/Clint Burton), ma in questo film appare un po’ dimesso, con poche battute e poco accattivanti. Non ci piacciono nemmeno tanto gli “scudi portatili” che gli vengono consegnati dai wakandiani, preferivamo lo scudo da lanciare e far tornare indietro, così iconico per il suo personaggio. Peggior figura la fa Hulk, che dopo averle prese di santa ragione da Thanos (e ci sta, per carità) si rifiuta di palesarsi anche quando il suo contenitore Banner è in evidente pericolo di vita (per il combattimento contro Astro Nero). Ma che fine ha fatto quel gigante cresciuto a rabbia e raggi gamma che tanto amiamo? La rabbia per la sconfitta contro Thanos non dovrebbe alimentare a dismisura il suo potere? Speriamo di non esserci perso il Golia Verde tra la spazzatura colorata di Sakaar.
Altra piccola nota negativa: la reazione inappropriata di Starlord/Peter Quill quando apprende che Gamora è morta, mandando a monte il piano per sfilare il guanto a Thanos. Cioè, mezz’ora di film prima è stato lui a quasi ucciderla (e diciamo quasi poiché è proprio Thanos a salvarla), e una volta appreso della sua morte reagisce in questo stupido modo, addirittura compromettendo un piano molto ben congegnato e quasi risolutivo? Davvero un pezzo di sceneggiatura mal scritto, per il nostro Signore delle Stelle.

Thanos inizia a comporre il suo guanto

Infine una nota personale: abbiamo apprezzato molto (come già detto) l’interpretazione di Brolin/Thanos ma… ha gli occhi troppo piccoli!! Il Thanos visto nei brevi filmati post-credit dei film precedenti aveva grandi occhi minacciosi e luminosi! Questo Thanos ha due occhietti vicini vicini che si perdono nel testone viola, e che non incutono il timore che meriterebbero. Avremmo gradito un po’ di CGI in più in questo caso, perchè condividiamo quanto detto da Samuel L. Jackson nei panni di Elijah Price in Unbreakable sugli occhi dei malvagi: “Vede gli occhi del cattivo? Sono più grandi di quelli degli altri personaggi e insinuano l’idea di una prospettiva obliqua sul modo di vedere il mondo. Hanno un che di anormale.”

Il giudizio finale

Il nostro voto finale comunque supera abbondamente il 9, ed il film merita sicuramente tutto il bene che gli si attribuisce, e gli incassi stratosferici a cui sta andando incontro!