È ormai risaputo che le fate hanno origini antichissime, ma allo stesso tempo misteriose, in quanto queste sono delle creature fantastiche la cui esistenza viaggia contemporaneamente sui sottili fili della realtà e della fantasia. Esse sono infatti viste come delle entità la cui natura si mescola a quella divina e umana e ancora oggi, le loro origini e soprattutto la loro esistenza aleggia nel mistero.

Nonostante ciò, esse sono sempre presenti nella vita di molti, soprattutto degli appassionati di collezionismo, i quali acquistano per se stessi e per i propri cari – soprattutto in questo periodo – fate da collezione per abbellire la propria abitazione e per far sì che, anche se la loro esistenza non è testimoniata, veglino sulle persone a cui si vuole bene. In alternativa, si decide di regalare dei libri che parlano di loro; infatti, è costante la loro presenza all’interno della letteratura e del folklore.

Vediamo però insieme in che modo le fate sono descritte all’interno di libri, racconti e non solo.

 

Le fate nella letteratura

Potranno anche non esistere, ma le fate sono una colonna portante all’interno della letteratura, sia passata che presente. Ed è su di esse che si è creato un intero genere: il fantasy. All’interno di libri fantasy è possibile infatti trovare qualsiasi genere di storia riguardante le fate – e tantissime altre creature sovrannaturali – che le ritraggono come creature benevole, ma anche cattive in grado di fare del male a chiunque esse vogliano.

In tempi passati (ormai da un po’), si è scritto delle fate principalmente per incantare i bambini con le favole della buonanotte: esempi lampanti sono infatti la maggior parte delle fiabe della Disney – vedi, ad esempio, CenerentolaPeter Pan -, al cui interno le fate sono degli essere incantati il cui scopo è quello di aiutare i protagonisti delle storie a esaudire i propri desideri.

Ma prima ancora che si parlasse delle fate all’interno delle fiabe, più precisamente durante il Medioevo, la scrittrice Maria di Francia descrive la fata come una donna quasi reale, in grado di donare il suo amore e la sua protezione a un cavaliere degno di lei per la sua nobiltà d’animo. Seppure possa sembrare negativa, in questa circostanza la fata è potenzialmente buona e la sua controparte negativa è da identificare nella famosissima fata Morgana, presente all’interno del “Lancelot“. Tale figura è ancora tutt’oggi rappresentata all’interno della letteratura così come del cinema.

 

Fate, fate dappertutto

Per quanto possa sembrare assurdo, non solo all’interno della letteratura sono presenti storie sulle fate. Infatti, moltissimi film d’animazione e cartoni animati tratti da libri per bambini hanno come soggetto principale proprio le fate, di rado viste come elementi negativi; in realtà però il bene e il male è ben bilanciato nella maggior parte delle storie raccontate.

Un esempio di ottimo bilanciamento tra fate cattive e buone è visibile all’interno del cartone animato delle “Winx”, il famosissimo cartoon con protagoniste 6 fate con poteri magici pronte a combattere il male presentato da fate cattive.

Negli ultimi anni è comunque da notare il grande afflusso nel mercato di queste meravigliose creature, le quali riescono sempre ad attirare l’attenzione di grandi e piccini.